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Come ogni inverno, l’Oasi rimane chiusa al pubblico da Dicembre a Febbraio. Durante questi mesi svolgiamo all’interno del parco alcune manutenzioni necessarie alla conservazione della nostra palude. Esiste però la possibilità di vivere l’Oasi anche in questi mesi per chi è appassionato di fotografia della natura grazie ai nostri  Capanni Fotografici.

 Il più famoso dei nostri capanni è quello del Martino, dedicato ovviamente all’incontro con il Martin pescatore. Questo capanno può ospitare fino a 6 fotografi contemporaneamente. Le sue finestre permettono di osservare da vicino l’arrivo ai posatoi e la pesca subacquea che questo splendido uccello compie quotidianamente con numerosi passaggi e soste di fronte al capanno. L’acqua di risorgiva che sgorga nei fontanili nella palude ha tutto l’anno una temperatura compresa tra gli 8 e i 13 gradi centigradi e questo ne impedisce il congelamento. I Martin pescatore che vivono lungo l’alto corso del Sile sono perciò avvantaggiati dal fatto di trovare prede sott’acqua tutto l’anno, e questo li rende stanziali.

 Il secondo capanno fotografico in attività è il Capanno dei Beccaccini, che abbiamo chiamato così perché realizzato sul bordo di una ampia arena recentemente sottratta ai rovi. Qui speriamo di potere fare tornare i beccaccini, come ai tempi in cui Cervara era un riserva di caccia prima di divenire riserva naturale. Ovviamente, non per sparare di nuovo a questi splendidi uccelli, bensì per fotografarli da vicino.  Il “beccaccini”  ha una capienza di 4 fotografi e le specie che maggiormente si possono fotografare nel corso di questo inverno sono i passeriformi come il fringuello ed il migliarino di palude, oltre alla colorata ghiandaia e, con un po più di fortuna,  il picchio rosso maggiore ed il picchio verde.

Nel realizzare questi capanni, abbiamo deciso di proporre ai fotografi un modo diverso di stare nella natura, dove prima di tutto vengono gli animali, con i loro spazi e i loro tempi. L’ingresso all’Oasi è sempre e solo su prenotazione alle 7.30 del mattino e chiediamo ai fotografi di rimanere almeno mezza giornata all’interno dello stesso capanno. Allo stesso tempo abbiamo scelto di realizzare queste strutture dotandole del massimo del comfort inserendo comode sedie individuali, finestre panoramiche dotate di reti mimetiche, stufe a propano per il riscaldamento invernale e viti filettate che permettono di utilizzare la testa del cavalletto senza avere l’ingombro delle gambe del treppiede.

Assieme ai sempre più numerosi fotografi, molti dei quali sono diventati veri amici di Cervara,  abbiamo imparato ogni giorno cose nuove sugli uccelli, sulle loro abitudini, e questa esperienza ci sta dimostrando che sia possibile aiutare la conservazione dei parchi naturali anche attraverso la fotografia naturalistica. Per i fotografi interessati, il progetto dei nostri capanni fotografici ha un suo sito dedicato all’indirizzo www.capannicervara.it

 Erminio F. Ramponi – Naturalista