Oasi Cervara - Riscoprire il Passato
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La palude di Cervara
Nel medioevo, il villaggio di Cervara si trovava al limitare di una vasta zona boscosa, il cui toponimo è, molto probabilmente, legato alla parola “cervo”, a testimonianza della ricchezza di vita selvatica di queste terre, a quel tempo per buona parte occupate da paludi e boschi. Infatti, secondo un catasto dei beni della Trevisana del 1486, a Costamala (un’altra località nei pressi di Quinto di Treviso) e a Cervara erano presenti due boschi di 100 campi ciascuno., Del bosco di Cervara nel XVIII secolo rimangono 24 campi “di roveri et legne dolci da frassinare” di proprietà delle monache del monastero di San Paolo in Treviso.

Il Mulino
Del Mulino di Cervara esistono riferimenti storici che ne documentano l’attività già nel 1325.
Da allora, il Mulino ha attraversato gli ultimi sette secoli trasformandosi in funzione delle esigenze del lavoro e delle tecniche dell’arte molitoria rimanendo produttivo sino agli inizi del ‘900 quando, progressivamente, venne abbandonato. Con il passare del tempo andarono distrutti gli impianti, le ruote e quanto altro costituiva l’attrezzatura interna, cosicché il mulino venne adibito a magazzino e stalla, finché il Comune di Quinto lo acquistò agli inizi degli anni ‘80 su iniziativa dell’allora vicesindaco Giorgio Libralato.

Il progetto di restauro
Il progetto di restauro, avviato dal Comune di Quinto nel 1992, con la collaborazione del Gruppo ecologico Tiveron, comprendeva lavori di ristrutturazione esterna e di consolidamento statico del fabbricato.
A tale scopo si rese necessario deviare temporaneamente il corso del fiume per ottenere il prosciugamento dell’area attorno al Mulino e realizzare una nuova base d’appoggio utilizzando dei micropali infissi nel terreno. In seguito, vennero ricostruite ex-novo le due ruote in legno di rovere e furono messi a punto i congegni meccanici necessari allo sfruttamento della forza idraulica. Si recuperarono i macchinari d’epoca restaurati: la macina in pietra per la farina del mais e la più recente macina a cilindri.
A completamento del restauro si intervenne sugli affreschi, esterni ed interni, restituendo le opere al primitivo splendore. Oggi, il Mulino è visitabile tutte le domeniche e i giorni festivi ed, eccezionalmente, viene messo in funzione a scopo didattico in occasione di eventi e manifestazioni popolari.

La pantana
Poco oltre il Mulino, lungo il sentiero principale dell’Oasi, si incontra la Cavana, il ricovero delle Pantane, le tipiche barche del Sile. L’economia delle aree palustri è stata da sempre sostenuta da una intensa attività legata alla pesca, alla raccolta delle cime della canna palustre (scoéte) e al taglio dello strame necessario all’allevamento del bestiame e all’artigianato locale. Tutte queste attività erano svolte lungo il fiume e nelle paludi grazie alla pantana, anche chiamata “A barca da Sil”: una imbarcazione con fondo piatto, prua e poppa mozze, che veniva spinta dal barcaiolo grazie alla “àtoea”, una pertica in legno di salice (selghèr) che, oltre ad essere leggero e resistente, aveva il pregio di essere facilmente reperito in loco.
Oggi, grazie al loro limitato impatto sull’ecosistema, le pantane permettono al visitatore attento di godere la palude di Cervara da una diversa prospettiva che, con tempi e ritmi lontani dalla civiltà dei motori, restituisce appieno tutti i suoi segreti e le sue suggestioni.
Per maggiori informazioni e prenotare le escursioni in barca, consulta 365 giorni di Attività

Il Casone e la Peschiera
Oltre la cavana, sono visitabili il Casone e la Peschiera, due ricostruzioni storiche di strutture un tempo utilizzate dalle genti del fiume nella vita di tutti i giorni a contatto con la palude.

Bibliografia

“Il Sile” - Autori Vari – Cierre Edizioni – 1998
“I Mulini del Sile” – Mauro Pitteri – Comune di Quinto di Treviso – 1988
“Segar le Acque – Quinto e S.ta Cristina al Tiveron – Storia e cultura di due villaggi ai bordi del Sile” – Mauro Pitteri - Comune di Quinto di Treviso - 1984
Il Casone
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Escursioni sul Sile
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