La nascita dell’Oasi
Nel 1984, il Comune di Quinto di Treviso con l’acquisto
dell’Oasi di Cervara decise di destinare quest’area
a riserva naturale, sottraendola all’attività
venatoria e a possibili bonifiche.
L’Oasi fu affidata in convenzione al Gruppo
Ecologico Tiveron di Quinto che, attraverso l’impegno
volontario dei suoi associati, tracciò i primi
sentieri, proseguì con i tradizionali tagli
della palude e costruì il casone e l’osservatorio
ornitologico.
L’intervento di Fondazione
Cassamarca
Fondazione Cassamarca, a partire dal 2000, valorizza
l’area dell’Oasi di Cervara e della palude
del Barbasso, in accordo con i Comuni di Quinto di
Treviso e Morgano, avviando un intervento di ripristino
e valorizzazione naturalistica affidato all’arch.
Adriano Zanoni, coordinatore di un gruppo di lavoro
di specialisti in campo ambientale.
Per riportare equilibrio tra le delicate componenti
del paesaggio all’interno dell’Oasi si
provvide allo sfalcio delle erbe infestanti, alla
pulizia dei canali interni e alla piantumazione di
specie vegetali autoctone che nel tempo correvano
il rischio di scomparire a causa della riduzione dei
loro habitat e dell’espansione di specie invadenti
come il rovo e la robinia.
In particolare, un’area totalmente inselvatichita
e impraticabile poiché ricoperta da rovi venne
interessata da interventi di manutenzione e ripristino
di piccoli corsi d’acqua e stagni.
Qui venne realizzato un nuovo sentiero pedonale lungo
il quale furono messe in evidenza numerose specie
botaniche tipiche degli ambienti umidi del Sile, realizzando
l’Orto Botanico Palustre dell’Oasi.
La pulizia dei canali interni e lo sfalcio dei canneti,
operazioni necessarie al rinnovo e mantenimento di
questi ambienti, vennero svolte secondo tempi e procedure
controllate, in modo da non compromettere l’esistenza
e la riproduzione delle specie animali e vegetali.
Fondazione Cassamarca ha promosso, inoltre, la ricostruzione
della Peschiera, il restauro del Casone di Palude,
del Barco che ospita il Punto di Ristoro e della casa
del Custode ora divenuta Centro Visitatori dell’Oasi.
I lavori di riorganizzazione terminarono nel 2002,
e nel mese di marzo del 2003 l’Oasi venne riaperta
ai visitatori. |